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Il ricordo della vacanza in un salame

Ed eccoci tornati alle nostre usuali incombenze: con la fine di agosto, circa sette italiani su dieci hanno esaurito il loro periodo di ferie. Dopo un meteorologicamente brutto mese di giugno, si calcola che siano stati 38 milioni e mezzo gli italiani che hanno programmato un periodo di ferie tra il mese di luglio e quello, tradizionalmente preferito, agosto. Primo dato confortante: secondo una stima Coldiretti/Ixe, 88% dei vacanzieri ha preferito una meta nazionale trascurando le proposte straniere.
Chissà che a questa tendenza non abbia contribuito anche internet: perché oltre 19 milioni di persone, siamo sopra il 50% del totale, ha prenotato online la propria vacanza: il 32% hanno prenotato da soli sui siti web delle strutture recettive, mentre il 17% si è affidato a siti specializzati lasciandosi guidare anche dai giudizi degli altri ospiti. E forse proprio lo strumento della rete ha favorito la conoscenza di luoghi di vacanza che non sempre hanno avuto nel passato la visibilità che meritavano.
Probabilmente anche il confronto dei prezzi, la possibilità di leggere le recensioni che altri vacanzieri lasciano sui siti e, perché no, la possibilità di fare tutto ciò in italiano può aver influito sulle scelte di una popolazione che non sempre ha abbastanza dimestichezza con le lingue straniere, l’imperente inglese che domina altrimenti sul web.

C’è infine un ulteriore aspetto da non sottovalutare: più di quattro italiani su dieci, il 42%, tornano dalle vacanze con un souvenir dei luoghi visitati e la percentuale più alta sceglie un prodotto agroalimentare. Sì, lo abbiamo fatto tutti: ma dove si trovano le migliori specialità tipiche se non in Italia?

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