Mentre si avvicina inesorabilmente il 29 marzo, giorno in cui la Gran Bretagna potrebbe uscire dall’Unione Europea, le imprese della moda confermano la loro contrarietà alla Brexit: i direttori creativi delle case di moda, interpellati dal British Fashion Council, sono schierati in massa (90%) per il no all’uscita dalla Ue.
Un report del “UK Trade Policy Observatory” citato nel “The fashion market and trade 2.0” di McKinsey evidenzia come “l’alto livello di esportazioni, l’impiego di talenti internazionali e la dipendenza da materie grezze di origine straniera” renderanno quella della moda una delle industrie britanniche più colpite dalla Brexit. Julie Brown, chief operating and financial officer di Burberry, aveva detto al Financial Times di temere l’interruzione della supply chain (l’azienda produce anche in Italia) e i ritardi nelle consegne per i possibili intasamenti alle dogane che saranno presumibilmente chiamate ad un superlavoro in ingrasso ed in uscita dalla Gran Bretagna.

C’è chi ha fatto scorta per evitare dazi e ritardi nelle consegna per le pratiche burocratiche alle dogane

Il Regno Unito è un mercato importante per la moda Made in Italy: nei primi 10 mesi del 2018 è stato il 5° cliente per l’intero Tessile-moda-accessori, che comprende anche occhiali, gioielli e concia, ed il terzo per il tessile-abbigliamento con una crescita che è stata, sempre considerando i primi dieci mesi del 2018, pari al +7,7%. Nello stesso periodo è cresciuto anche l’import, del +15,2%, segno di un aumento degli stock di magazzino creati per evitare le difficoltà che verranno a crearsi dopo la Brexit.
Spiega Roberto Luongo, direttore generale di Ice, fresco di nomina, ed ex rappresentante dell’Istituto a Londra: «Il prodotto di lusso, pur se con i listini ritoccati dai dazi, non credo soffrirebbe troppo, considerato che si rivolge a una clientela di fascia alta. Diverso potrebbe essere il destino dei prodotti di fascia media: il nostro ruolo sarà quello di continuare a promuovere il Made in Italy nel Regno Unito potenziando gli eventi e i progetti ad hoc».