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SALDI ESTIVI AL VIA: GLI ITALIANI POTREBBERO SPENDERE TRE MILIARDI E MEZZO

Anticipati di qualche giorno da Sicilia, Trento e Basilicata, il primo sabato di luglio vede l’inizio dei saldi estivi in tutte le regioni. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo poco meno di 230 euro, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.
«Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi commenta il presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio, Renato Borghi c’è attesa per questi saldi estivi che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand. I saldi, tenendo conto anche di previsioni di vendita pressoché in linea con quelle dell’anno scorso, continuano ad essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, o meglio di ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva al modo delle persone di consumare e relazionarsi».

I commercianti lamentano che gli acquirenti sono sempre più attirati dall’aggressività dell’on line

Proprio sulla questione del commercio on line che si è fatto minaccioso anche per le grandi catene distributive, il presidente Borghi ricorda: «Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività. A questo proposito, auspichiamo che la Ue guardi a quanto deciso dalla Corte Suprema Usa che ha dato il via libera alle tasse sulle vendite on-line».
Tornando ai saldi, il dato che emerge quest’anno è una percentuale di sconto medio praticato sulla merce in vendita più elevato rispetto allo scorso anno: su abbigliamento e calzature, infatti, i saldi sono partiti con sconti medi compresi tra il 30 e il 40%, ma ci sono anche negozi che da subito hanno applicato una politica aggressiva scontando la merce del 50%, a dimostrazione del fondato timore di un calo delle vendite.

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