Nella bozza di parere alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo firmata dall’eurodeputato liberale George Lyon si afferma il principio del “caso per caso” e si esclude per gli stati nazionali la possibilità di bandi generalizzati sugli Ogm. Il parere tenta un compromesso sulle nuove norme circa la coltivazione degli Organismi geneticamente modificati in Europa e propone una assai cauta apertura alla proposta del Commissario alla salute John Dalli di dare più flessibilità e autonomia agli stati membri sul divieto o la limitazione della coltivazione di ogm sul proprio territorio. 
Lo scontro tra Esecutivo Ue e Stati membri è aspro ed è arrivato a coinvolgere anche gli studi legali delle due istituzioni. Per sbloccare la situazione, Lyon avanza alcune ipotesi per tutelare, insieme alla trasparenza nei confronti dei consumatori, alla compatibilità ambientale e alla sicurezza sanitaria, anche la libertà degli agricoltori di scegliere cosa produrre.

Nella bozza di parere si propone che le eventuali restrizioni decise dagli Stati membri sulle coltivazioni ogm siano fatte”caso per caso”, dal momento che differenti sono i vantaggi e gli svantaggi che le varietà a dna ricombinante possono portare ai diversi territori europei. 
Tali decisioni dovrebbero essere inoltre notificate con anticipo (almeno 3 mesi) in modo che gli agricoltori possano pianificare la scelta delle colture.
Nessuna decisione è ancora presa e il processo legislativo è ancora lungo visto che sulla materia devono esprimersi anche le istituzioni europee che governano l’agricoltura e l’ambiente. A marzo è convocata la prima di quattro conferenze sul tema indette dalla Commissione europea, ad aprile dovrà pronunciarsi la Commissione parlamentare ambiente, quindi la plenaria di Strasburgo, che voterà non prima dell’estate.