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COPIE, PLAGI E ISPIRAZIONI NELLA MODA SMASCHERATI DA DIET PRADA

«L’account Instagram più temuto nella moda»: è così che la rivista “Business of Fashion” ha definito “Diet Prada” fondato da Tony Liu e Lindsey Schuyler e che conta più di 460 mila follower, soprattutto professionisti che lavorano in un qualche settore importante della moda. Tutti terrorizzati dall’idea che i loro abiti finiscano in un post di “Diet Prada” con l’accusa di essere copiati da altri.
Liu ha 32 anni e si è laureato all’Art Institute of Chicago nel 2007; Schuyler ne ha 30 e si è laureata alla Florida State University nel 2010. Si sono conosciuti quando lavoravano entrambi come stilisti junior in un’azienda di moda statunitense: il loro compito era fare ricerca nelle collezioni di altri stilisti per proporre ai propri superiori idee a cui ispirarsi. Il primo post di “Diet Prada” lo pubblicarono nel dicembre del 2014. Mostrava due cappotti molto simili a confronto, entrambi con colletti dal colore diverso dal resto del capo: uno da donna disegnato da Raf Simons per la collezione autunno 2015 di Dior, con colletto giallo su cappotto color cognac; e l’altro da uomo della collezione autunno/inverno 2013 di Prada, colletto rosso sempre su color cognac.

Ma il confine tra riproposizione e plagio resta nella moda labile e, spesso, giustificato

Il nome “Diet Prad” è un omaggio alla stilista Miuccia Prada, che definiscono l’originalità per eccellenza, e la Diet Coke, cioè la Coca Cola Light, la copia per eccellenza.
Nell’ultimo anno le denunce di Diet Prada, nate appunto come un gioco tra colleghi, si sono ritrovate al centro del dibattito nel mondo della moda. C’è chi li segue con leggerezza e chi invece li prende più sul serio, convinto che sia il momento di smascherare i plagi e quelli che sono presentati come omaggi anziché come banali riproposte di cose già viste. Alcuni sono invece critici o quantomeno dubbiosi verso l’account, e lo accusano di “caccia alle streghe”, di forzare la mano o di non capire che la moda, come tutte le arti, non è altro che una continua rielaborazione di qualcosa che è già stato fatto da qualcun altro.

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