Un gruppo di associazioni ambientaliste ha ottenuto una vittoria storica in Francia in merito alle norme relative all’uso di pesticidi

“Giustizia per gli esseri viventi” è il nome dell’azione legale presentata da un gruppo di associazioni ambientaliste che ha ottenuto una vittoria storica in Francia, dove il governo è stato condannato a rivedere le procedure di autorizzazione dei pesticidi.

La Corte amministrativa d’appello di Parigi ha giudicato le procedure adottate finora insufficienti nel garantire la tutela della biodiversità e la protezione della salute umana. Lo stato avrà tempo due anni per riesaminare tutti i permessi, valutando i rischi legati ai pesticidi “alla luce delle più recenti conoscenze scientifiche”, hanno detto i giudici. Una decisione che mette fondamentalmente in discussione l’utilizzo dei prodotti fitosanitari in Francia – valutazione che, verrebbe da pensare, potremmo estendere anche ad altri paesi. In Italia, ad esempio, uno studio di Legambiente pubblicato a dicembre dell’anno scorso ha riscontrato residui di pesticidi sul 41,3 per cento degli alimenti analizzati. Proporzione scesa al 7 per centro tra gli alimenti biologici, probabilmente a causa di residui derivanti da contaminazioni accidentali.

Tornando alla Francia, è importante ricordare come la sentenza sia arrivata dopo anni di campagne dal basso per garantire il rispetto della salute umana e dell’ambiente. Nel 2020, la Francia aveva deciso di permettere ai coltivatori di barbabietole da zucchero di reintrodurre in deroga i pesticidi neonicotinoidi, vietati da tempo per i loro comprovati effetti nocivi sulle api, e il governo aveva rinunciato all’obiettivo di ridurre l’uso di glifosato a zero. Alcuni studi pubblicati successivamente hanno poi dimostrato la diffusione preoccupante di queste sostanze negli alimenti e nell’ambiente. Nel 2023, la contaminazione da pesticidi era stata registrata in quasi tutte le acque della Bretagna e un’indagine condotta l’anno successivo aveva riscontrato lo stesso fenomeno nell’80 per cento delle insalate in busta vendute nei supermercati di tutto il paese.

La sentenza francese dimostra che non bisogna mai abbassare la guardia – visto anche il circolo vizioso tra l’uso dei pesticidi e i cambiamenti climatici – e che la mobilitazione della società civile può ottenere risultati concreti. Lo evidenzia anche una notizia che abbiamo condiviso settimana scorsa, ovvero che Bayer sta valutando di interrompere la produzione di Roundup, erbicida a base di glifosato, per via dei costi legati a decine di migliaia di azioni legali contro la multinazionale in tutto il mondo.

(Fonte: Lifegate del 13 settembre 2025)

13 settembre 2025