L’associazione Fiva-Confcommercio riceve piena assicurazione dal Governo sui punti più scottanti

Si è conclusa con una serie di positivi risultati concreti l’assemblea nazionale annuale di Fiva-Confcommercio svoltasi a Milano per la partecipazione con la partecipazione della Viceministra all’economia, Laura Castelli.
Il settore del commercio ambulante coinvolge oltre 183 mila aziende, per il 52% a conduzione femminile, e occupa circa 430 mila addetti tra dipendenti, coadiutori familiari e collaboratori.
«La professione degli ambulanti è faticosa quanto quella di un contadino, che si alza alle 5 del mattino e opera sotto le intemperie» ha affermato Andrea Nazzarini, vicepresidente nazionale Fiva-Confcommercio, che ha proposto di includere quella degli ambulanti tra le categorie di lavoro usurante.
Per il momento, l’incontro milanese ha ottenuto la promessa di due importanti emendamenti al decreto Milleproroghe, in corso di conversione in legge, che rispondono concretamente alle esigenze immediate della categoria.

Giacomo Errico presidente nazionale Fiva-Confcommercio

In un clima molto cordiale e costruttivo si è chiusa una partita che si trascina ormai da troppo tempo, con la restituzione di certezza e dignità sul futuro delle imprese. Ho sempre sostenuto che il dialogo, la collaborazione, la concertazione sono elementi essenziali per risolvere i problemi e sui provvedimenti già adottati e di quelli in itinere. Con la presenza del viceministro dell’economia Laura Castelli si sono praticamente definiti, attraverso l’inserimento di emendamenti nel decreto Milleproroghe, temi vitali che riguardano gli operatori commerciali su aree pubbliche come:
● il canone unico per l’occupazione del suolo pubblico (dal 2021 il frazionamento della tariffa applicata per ore lavorative effettive, con abbattimento fra il 30 e il 40% per i mercati su aree pubbliche);
● il rinnovo delle concessioni in scadenza al 31 dicembre 2020 sono rinnovate, sempre con l’istanza dell’operatore titolare d’azienda presenterà all’ente, previo verifica della sussistenza dei requisiti prescritti;
● il differimento dei termini per la decorrenza dell’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi mediante procedura telematica, quindi al 2021;
● la lotta sull’abusivismo dilagante, attraverso tavoli di concertazione con i comuni.