Il professor Paolo Vineis spiega perché ‘NutriScore’ non sia contro i prodotti del Made in Italy

Uno studio pubblicato sul Journal of Health Economics” si è chiesto se sia effettivamente utile imporre etichette fronte-pacco con informazioni nutrizionali per migliorare la dieta dei consumatori e spingerlo a compiere scelte più razionali e sane al supermercato.
I risultati dello studio suggeriscono che i consumatori inglesi, rispetto a quando nessun prodotto presentava etichette fronte-pacco, hanno migliorato il profilo nutrizionale dei loro acquisti: in un mese acquisterebbero circa 588 calorie in meno e avrebbero ridotto di 14 grammi i grassi, di 7 grammi gli zuccheri e di 0,8 milligrammi il sodio.
Da Oltremanica arriva anche la voce di Paolo Vineis, epidemiologo dell’Imperial College di Londra, secondo il quale: «Il Nutriscore è stato ideato da esperti di nutrizione francesi su base scientifica ed è perfettamente compatibile con la dieta mediterranea. Giallo e arancione non significano ‘non mangiateli’, ma ‘mangiatene con moderazione’. Inoltre, l’etichetta a semaforo nasce per confrontare alimenti della stessa categoria, dunque non olio di oliva e Coca-Cola, ma olio di oliva e burro».

​La questione delle etichette nutrizionali è in discussione anche negli Stati Uniti e la Food and Drug Administration ha varato nuove indicazioni che correggono quelle di qualche anno fa sulla base di una semplice constatazione: “vent’anni fa le persone mangiavano minori quantità di cibo rispetto ad oggi”. Oggi i prodotti che contengono più di una porzione, ma che possono essere consumati tutti in una volta, come un pacchetto di patatine o un barattolo di gelato, devono mostrare le informazioni nutrizionali sia per la singola porzione, sia per l’intero prodotto. Cambieranno anche le indicazioni su quanti acidi grassi saturi e trans contiene il prodotto; su zuccheri totali e addizionati; su l’apporto delle vitamine, con quelle A e C che lascia il posto a potassio e vitamina D.