È urgente fare chiarezza sul caramello presente nelle bibite commercializzate in Italia: è quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi all’allarme proveniente dagli Stati Uniti sui pericoli per la presenza di caramello in molte bevande. L’allarme è partito dopo che lo stato della California ha dichiarato di voler inserire nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene il ‘4-Mei’, composto chimico presente nel caramello, utilizzato nella lavorazione delle bibite per conferire al prodotto il tipico colore marroncino.
Tale colore si ottiene con un particolare trattamento termico dello zucchero: ne esistono quattro tipi di differente composizione chimica e recentemente l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha definito le dosi accettabili giornaliere di ognuno. Tuttavia, nelle etichette dei prodotti commercializzati sul mercato, è indicata di norma la presenza di un solo caramello senza specificare quali controlli vengono fatti. Secondo l’associazione dei consumatori, si tratta di una grave lacuna informativa e per questo già un anno fa è stato chiesto alle aziende del settore e ad ASSOBIBE (Associazione Italiana tra gli Industriali delle Bevande Analcoliche) di fornire informazioni sulle attività di controllo.
Intanto, in America, la “Food and Drug Administration” sottolinea la sicurezza del colorante e puntualizza che – per arrivare alla dose potenzialmente nociva – si dovrebbero bere 1.000 lattine al giorno. Da parte loro, i produttori delle bibite incriminate stanno valutando di ridurre la quantità di 4-Mei nel caramello.