Obbligo di avvertenza sulle private label esteredella contrarietà italiana al sistema francese .

Le società del gruppo Carrefour GS spa, Carrefour Italia e Interdis saranno obbligate a inserire una avvertenza di precisazione sulle confezioni di alcune referenze a marchio sulle quali è prevista l’apposizione in etichetta del semaforo “Nutriscore”. L’imposizione viene dall’Antitrust italiana il cui intervento è stato sollecitato da Confagricoltura.
Così per i clienti italiani dei supermercati Carrefour comparirà in etichetta anche un messaggio apposito: “il sistema Nutriscore è stato sviluppato in base a un algoritmo e a valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise”.
Nei punti di vendita dovrà essere specificato che il Nutriscore “non tiene conto del fabbisogno e del profilo nutrizionale individuale e non rappresenta un giudizio assoluto di salubrità di un alimento, ma è relativo alla composizione nutrizionale dello stesso riferito a 100 grammi di prodotto e non a una porzione di consumo. Tutti gli alimenti in commercio devono essere presi in considerazione nell’ambito di una normale dieta varia ed equilibrata”.
Secondo Confagricoltura, che ha chiesto l’intervento dell’Antitrust, l’etichettatura a semaforo può essere considerata una misura contraria ai principi comunitari, visto che la Commissione europea intende adottare entro la fine del 2022 una proposta per l’etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria e armonizzata.

Le referenze commercializzate in Italia a marchio Carrefour con l’etichettatura Nutriscore sono 46 e tutte hanno indicazioni multilingue sul packaging. Sono infatti commercializzate anche in altri Paesi europei dalla Francia alla Spagna e alla Germania, che comunque hanno deciso autonomamente di adottare in via sperimentale il “Nutriscore” e che chiedono di renderlo obbligatorio in tutta l’Unione.
Carrefour Italia, in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta “Nutriscore” su i prodotti private label, commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia e/o all’estero, sui prodotti a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (Igp), sulle specialità tradizionali garantite (Spt), sui prodotti agroalimentari tradizionali (Pat).