Gli acquisti online dimostrano che la pandemia ha cambiato l’orientamento futuro dei consumatori

Secondo i dati elaborati da Lyst in esclusiva per Marieclaire.it le ricerche di sneakers avevano avuto un picco del +28% a gennaio, imputabile alla stagione dei saldi. Secondo la piattaforma di ricerca globale legata alla moda, che consente di ricercare tra 5 milioni di prodotti di 12 mila marchi, il calo dovuto alla pandemia è del -22%, ma può considerarsi come una naturale flessione dovuta a un evento drammatico.
Comunque ci sono stati cambiamenti nel modo nel quale vengono ricercate le sneakers online: Lyst ha evidenziato che la community dei suoi utenti, in questi ultimi due mesi, ha prediletto modelli in cromie neutre (+40%), invece dei colori accesi e flash che caratterizzano molte release moderne dei maggiori marchi.
Il 23% delle richieste si è concentrato sulle sneakers da running, forse in relazione alla possibilità concessa all’inizio del lockdown di uscir di casa a coloro che si dedicavano alla corsa. I marchi sportivi sono stati preferiti ai brand più modaioli che inglobano nel loro guardaroba anche sneaker pur non concentrandovisi totalmente (+67%).

Secondo Domenico Romano, head marketing di AW Lab, indirizzo milanese obbligatorio per chi acquista sneakers, l’e-commerce collegato al negozio ha registrato una crescita a doppia cifra anche se, vista la chiusura imposta dal lockdown, il numero degli acquisti è diminuito.
«Non ci sono state riduzioni dei prezzi – spiega Romano – ma in compenso abbiamo aumentato le attività promozionali per garantire servizi ai nostri clienti, tipo la consegna gratuita. Tra i modelli più richiesti, ci sono tutti i classici Nike, Adidas e Vans. Un ritorno ai volumi pre-pandemia è di certo auspicabile, ma non credo sia molto realistico – conclude Romano – Il processo e le motivazioni di acquisto sono cambiate, ma l’esperienza di shopping sarà sempre più un rapporto one-to-one, quasi di personal shopping, tra addetto alla vendita e al cliente».