La padovana Hypermeteo è una start-up innovativa che intende diffondere un approccio sostenibile alla conoscenza dell’emergenza climatica
Vuoi sapere la differenza tra le ondate di calore di oggi e quelle fra sessant’anni? Hypermeteo, start up nata nel 2021 – che si occupa di elaborare dati meteo ad alta risoluzione, qualità e accuratezza – te lo dice. «Mettiamo a sistema tutti i dati provenienti dall’insieme osservativo – costituito da reti di stazioni, radar, fulmini, satelliti, radiometri, ecc. – di monitoraggio meteorologico presenti sul pianeta – spiega Luca Sancini, marketing & communication manager di Hypermeteo. Lavorando con le nostre tecniche di elaborazione, modellistica e intelligenza artificiale, sviluppiamo dei dati meteo ad elevata risoluzione spazio-temporale, i quali vanno a confluire nel nostro database, che ha una profondità storica di oltre trent’anni. Misurando la frequenza con la quale un dato evento atmosferico si è presentato nel passato, si può definire l’effettiva distribuzione delle probabilità dei fenomeni meteorologici. Il che serve soprattutto alle assicurazioni che, occupandosi di gestione del rischio, necessitano di analisi climatiche, ad esempio, di un territorio specifico, per gestire le liquidazioni o parametrizzare i premi delle polizze. Attraverso le tendenze del passato, si possono anche elaborare previsioni per il futuro, tipo che clima avremo fra 50-60 anni».
La start up, che ha la sua sede operativa a Due Carrare, nel Padovano, non lavora per l’utente finale, bensì per imprese nei settori energy, oil & gas, utility, assicurazioni, gestione del credito, viabilità, trasporti, protezione civile, sanità e agricoltura, che operano, non solo in terraferma, ma anche in mare. Nomi come Terna, Hera e Snam. I servizi sono progettati per offrire un set di informazioni meteo-climatiche relative al passato, presente e futuro, in grado di rispondere alle specifiche necessità operative, decisionali o analitiche del cliente. «Lavoriamo in maniera “sartorializzata” – dice Sancini -. All’agricoltore, ad esempio, interessa la temperatura al suolo, mentre al gestore aeroportuale quella a dieci metri. Il dato è quello, ma deve saper rispondere a determinate esigenze. Questa è la nostra forza: fornire un dato di qualità e adatto a supportare le attività dei diversi settori industriali. Dopo di che, la nostra azienda “madre”, Radarmeteo, dalla quale ci siamo resi indipendenti per diversificarci, si occupa del prodotto finito: sviluppo piattaforme di supporto meteorologico, servizi di supporto previsionale, consulenza per l’installazione e la certificazione di stazioni per le rilevazioni meteo. Gli aeroporti, ad esempio, si stanno dotando di stazioni meteo in loco. Abbiamo anche ideato dei sistemi di allertamento in grado di segnalare, su qualsiasi supporto, i fenomeni meteorologici avversi attesi su determinati punti o aree geografiche, anche in base alla posizione dell’utente o di dispositivi geolocalizzabili. Questo permette di individuare, in fase previsionale, le potenziali criticità per le specifiche attività svolte».
Parlando di gestione del rischio, non possiamo non riferirci alla grandine. «Abbiamo sviluppato un sistema in grado di fornire un indice che stima con precisione la dimensione del chicco di grandine».
Hypermeteo in Italia è una delle pochissime aziende che si occupano di fornire soluzioni per queste problematiche, e si avvale, insieme a Radarmeteo, di una trentina di giovani specialisti, la media di età è sotto i 35 anni. Non vi lavorano solo metereologi, ma anche analisti, data scientists, sviluppatori di tecnologie di intelligenza artificiale, laureati in fisica dell’atmosfera, antropologi: una trasversalità di competenze, perché i temi relativi al meteo sono richiesti da un pubblico sempre più vasto. «Ciò che colpisce è che un sistema climatico complesso come quello italiano, non abbia comportato l’istituzione di un servizio meteorologico nazionale, come invece c’è in tutti gli altri Paesi europei. Pensiamo a quali differenze meteo-climatiche ci sono dalla provincia di Bolzano a quella di Aci Reale», conclude Sancini. Hypermeteo collabora con gran parte dei Consorzi di bonifica aderenti ad ANBI, con la Protezione civile, con Istituzioni governative, con Asnacodi Italia (Associazione nazionale dei Condifesa, che riunisce le associazioni territoriali per la gestione dei rischi a copertura delle imprese agricole), e altri.
Recentemente è stata inserita nel database dell’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, che consente alle istituzioni finanziarie di accedere facilmente a strumenti utili per il risk assessment climatico.
Romina Gobbo
13 settembre 2025
