Una sperimentazione, che diventa progetto di lungo periodo, unisce l’enologia del nord e del sud

Giustamente, il legame tra vino e territorio è celebrato da tutti. Ma non è un assioma inviolabile ed anzi, altrettanto giustamente, sperimentare nuove vie sulla strada della qualità può dare frutti preziosi. È così che “Masi Agricola”, storica azienda veronese guidata da Sandro Boscaini, e l’azienda agricola pugliese “Futura” di Bruno Vespa hanno deciso, nel 2016, di affidarsi agli enologi Riccardo Cotarella, al terzo mandato come presidente di Assoenologi e copresidente di Union International des Oenologues, e Andrea Dal Cin per un ‘matrimonio’ enologico mai tentato.
Vennero selezionati due grandi vini: il “Costanera” Amarone della Valpolicella Classico di Masi Agricola e il “Raccontami” Primitivo di Manduria prodotto dalla cantina di Bruno Vespa. Nasce così “Terregiunte – Vino d’Italia”, un rosso rubino profondo che non è solo un esperimento fine a se stesso ma è una etichetta, anzi una partnership che si preannuncia di lungo corso, con una vita propria e la cui produzione continua con le annate 2017, 2018 e la vendemmia 2019.
Un vino unico e in edizione limitata: nella prima annata di Terregiunte sono stata prodotte 13mila bottiglie oltre a 500 magnum. Il posizionamento sarà a un livello di prezzo medio-alto, intorno ai cento euro la bottiglia, considerando la rarità del prodotto e le potenzialità del lungo invecchiamento.
La distribuzione verrà curata “alla pari” dalle due aziende: Masi esporta in 120 mercati mentre Futura in una ventina.

Sandro Boscaini
presidente
Masi Agricola

L’idea è stata di Bruno Vespa che ne ha parlato con il proprio enologo e alla domanda con chi lo facciamo ha detto “Masi”. Così abbiamo ragionato assieme a Bruno e ci è venuto in mente che vini pugliesi e veneti si amano. Del resto finora non esisteva un vino d’Italia, in grado di esprimere le caratteristiche di tutta la Penisola. Dopo la vinificazione nei rispettivi territori sono stati messi in blend, hanno goduto della fermentazione malolattica e del successivo affinamento in botti di legni pregiati francesi come il rovere proveniente dal Massiccio centrale. Oggi le bottiglie stanno continuando l’affinamento e saranno pronte per metà novembre. Sarà un qualcosa di unico, un Fratelli d’Italia in bottiglia.