Al XXV Congresso del Gruppo Italiano Produttori Etichette Autoadesive (GIPEA) il bilancio fatto dice che, nonostante i tempi di crisi, il settore ‘tiene’ anche se sono concreti i rischi di un eccesso di capacità produttiva rispetto al calo dei consumi. Un congresso quindi che ha sottolineato in particolare i temi delle “competenze per competere”, uno slogan che mette insieme il forte slancio alla realizzazione individuale dell’imprenditore e una volontà associativa necessaria a raggiungere obiettivi comuni.
Nel 2012 è stata pubblicata la prima edizione dell’Osservatorio Economico Gipea che si basa sull’analisi di bilancio su un campione di 93 etichettifici con un fatturato che sfiora i 700 milioni di Euro. In un questionario, 40 associati hanno messo ai primi posti la richiesta di corsi di marketing, di formazione, manageriale e dei collaboratori, in diverse aree tra cui l’idoneità al contatto con alimenti, l’analisi dei costi industriali, le strategie economico‐finanziarie.
Nella tavola rotonda sulla conformità dei MOCA (Materiali e oggetti a contatto con gli alimenti), è emersa la necessità di sviluppare una visione unitaria tra tutti gli attori della filiera, integrata dal fattivo contributo di Gipea che ha alle spalle degli esperti competenti. Si è quindi parlato del Carbon Trust come schema di certificazione nell’ambito delle riduzioni delle emissioni di gas serra che prevede l’utilizzo promozionale di un logo: una certificazione che dà visibilità e più valore anche a investimenti fatti in passato.

L’importanza dell’etichetta: profumo, gusto e suoni
Per quel che riguarda packaging creativo, nel corso del Congresso del Gruppo Italiano Produttori Etichette Autoadesive (GIPEA) si è discusso di packaging multisensoriale come occasione per trasmettere gli stimoli sensoriali più adatti a convincere il cliente circa l’irrinunciabilità e l’insostituibilità del prodotto tenendo conto degli stimoli sensoriali attivati nel consumatore durante la fase di scelta. Come dice il termine l’etichetta multisensoriale deve far presa sulla vista, sul tatto, ma può, e deve, anche coinvolgere gli altri sensi quali l’olfatto (inchiostri profumati), il gusto, e persino l’udito. Ecco allora che il trattamento in superficie riveste un ruolo significativo: goffrature, inchiostri e vernici in rilievo, riporti serigrafici, sono i mezzi principali a disposizione del progettista.
L’olfatto, il senso che agisce sul sistema limbico, stimola un ricordo e dà alla confezione o all’etichetta delle informazioni supplementari. Come è noto si fa uso di inchiosti contenuti in valvole salva-aroma attivate mediante sfregamento. Nel loro utilizzo bisogna tenere conto del rischio “cacofonia olfattiva” sul punto vendita e il rischio di contaminazione del prodotto.
Ma vista l’importanza sempre maggiore delle etichette, nel corso del Congresso è stato esplicito l’invito agli etichettifici a prendere contatti con studi grafici e agenzie, evitando che concorrenti stranieri lo facciano prima di loro: un invito ad avvicinarsi al mondo dei creativi per realizzare prodotti che stupiscano i clienti.