“Il Governo si avvalga della ‘clausola di salvaguardia’ per evitare ogni forma di coltivazione in Italia di OGM autorizzati a livello europeo e di tutelare la sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano”: è questa la richiesta contenuta nella mozione presentata da circa 30 deputati del Partito democratico, primo firmatario Susanna Cenni.
Secondo quanto si legge dal testo della mozione, la direttiva n. 2001/18/CE (recepita dal decreto legislativo 224/2003) “costituisce il testo normativo fondamentale, in punto sia di ‘immissione in commercio’ di OGM, sia di ‘emissione deliberata’ di OGM nell’ambiente e prevede, per i singoli Stati membri, la possibilità di dichiarare l’intero territorio nazionale come libero da OGM attraverso l’applicazione del principio di ‘salvaguardia’.
Per l’Italia i Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute, possono bloccare l’immissione nel proprio territorio di un prodotto transgenico ritenuto pericoloso. Con l’attivazione di tale clausola si da luogo ad una serie di consultazioni fra la Commissione europea, le autorità nazionali, il produttore, gli organismi che sono intervenuti nella procedura di valutazione della conformità e tutte le parti interessate. La normativa comunitaria consente comunque alla Commissione europea di annullare il ricorso alla clausola di salvaguardia in caso di evidenze scientifiche contrarie”.