Analizzando ancora il “Rapporto 2016 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto” presentato da Veneto Agricoltura, un capitolo particolarmente interessante riguarda l’andamento della bilancia commerciale agroalimentare veneta. Il salto tra export ed import nel 2016 è ancora negativo per una cifra pari a 215 milioni di euro. Ma quel che conta è il deficit è diminuito del 56% rispetto al 2015, grazie soprattutto all’incremento delle esportazioni che sono salite a 6,3 miliardi con un +7% percentuale, mentre l’aumento delle importazioni è stato solo +2,1%, arrivando a toccare quota 6,5 miliardi.
Anche qui è fondamentale l’apporto del vino, ma ottime performance arrivano anche dalle esportazioni di carne lavorata e conservata, prodotti di colture agricole permanenti e non permanenti. Relativamente alle importazioni, in aumento soprattutto quelle di pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati (+16,4%). Aumentano i prodotti da forno e farinacei (+11%), mentre sono in calo le importazioni di tabacco (‐22%), di prodotti delle industrie lattiero‐casearie (‐8,9%), di oli e grassi vegetali e animali (‐8,6%).

Diminuiscono le ditte agricole individuali e crescono gli occupati veneti

Sotto il profilo del ‘sistema agricolo veneto’, è in calo il numero delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio: al 31 dicembre 2016 erano 64.108, pari al -1,3% rispetto all’anno precedente.
Il dato va però analizzato nel dettaglio: risultano in crescita infatti sia le “società di capitali” (+2,8%) che le “società di persone” (+3,9%), che le “altre forme” di impresa (+1,3%), mentre prosegue il calo delle “ditte individuali” (‐2,3%), che tuttavia costituiscono la maggioranza delle aziende agricole venete, circa l’83%. Infine il dato positivo dell’occupazione, che vede crescere il numero degli occupati del +16,1%. In totale l’agricoltura veneta conta su un totale di 72.627 addetti.