Senza un’intesa con l’Europa, i prodotti dell’eccellenza italiana saranno più esposte alle frodi

Il prossimo vertice europeo, l’ultimo dell’anno Covid, dovrebbe svolgersi il 10 dicembre e rappresentare l’ultima possibilità per un accordo tra UE e Gran Bretagna per l’uscita di quest’ultima dall’Unione europea.
L’Italia esporta mediamente verso il Regno Unito più di 3 miliardi di euro all’anno di prodotti a indicazione geografica protetta: un mancato accordo in questi pochissimi giorni che restano, certamente avrebbe conseguenze pesanti.
Oltretutto è da annotare che il Governo di Londra ha avviato una serie di negoziati per la conclusione di accordi commerciali con i Paesi extraeuropei aprendo quindi una diretta concorrenza agli analoghi prodotti Made in Italy.
Questo non potrà che danneggiare l’export italiano oltremanica per quanto riguarda in particolare i vini, l’ortofrutta fresca e trasformata, il riso e i prodotti del settore lattiero-caseario. Eccellenze nazionali che sarebbero così ancor più esposte alla contraffazione.

Massimiliano Giansanti
presidente
Confagricoltura

Dobbiamo essere preparati al fallimento del negoziato e perciò è necessaria e urgente la messa a punto di un piano di emergenza, per limitare i contraccolpi del mancato accordo.
Il piano dovrebbe prevedere un rafforzamento del personale della nostra amministrazione doganale, che ha già svolto una rilevante attività di preparazione e informazione nei confronti degli operatori, per supportare le imprese che saranno chiamate, dal 1° gennaio prossimo, a presentare una dichiarazione per le singole partite di esportazione sul mercato britannico.
Senza un accordo, il prevedibile blocco o rallentamento dei flussi commerciali provocherebbe una situazione di instabilità sui mercati agricoli europei, in aggiunta a quella già innescata dalla pandemia. E la Commissione UE dovrebbe fin d’ora attivare le misure di gestione previste dalla normativa europea, anche con il ricorso alla dotazione del fondo per le conseguenze del recesso del Regno Unito, previsto nel quadro dell’accordo di luglio del Consiglio europeo sul bilancio dell’Unione.