Il taglio della Pac di novanta miliardi di euro (nove per l’Italia) mette a rischio la sicurezza alimentare della UE e il futuro di milioni di agricoltori

Il taglio di 90 miliardi di euro alla Politica Agricola Comune mette a rischio la sicurezza alimentare dell’Unione Europea e il futuro di milioni di agricoltori. È la denuncia lanciata da Coldiretti nel corso della grande mobilitazione pacifica a Bruxelles, che si è tenuta giovedì 18 dicembre, dove migliaia di agricoltori e agricoltrici, molti giovani, provenienti da tutta Europa, hanno gridato: «Non è questa l’Europa che vogliamo».

«Le guerre e i conflitti commerciali di questi ultimi anni hanno fatto emergere la centralità del cibo e la necessità di sviluppare filiere agroalimentari quasi autonome. La Cina, nell’ultimo vertice esteso a Russia, India e Brasile, ha posto la filiera alimentare al top delle priorità. Gli Usa, con il Farm Bill, destinano all’agricoltura risorse quadruple rispetto all’Europa – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini –. E l’Ue? Taglia i fondi in maniera folle: 90 miliardi in meno, 9 miliardi solo per l’Italia. Von der Leyen così impedisce di produrre cibo di qualità per la salute degli europei e di potenziare le esportazioni. Gli altri Paesi agiscono per salvaguardare le proprie produzioni, mentre l’Europa è oggi incapace di proteggere i suoi settori chiave. Senza investimenti perderemo competitività, innovazione e slancio vitale. Da un lato l’Ue favorisce l’ingresso di prodotti coltivati con pesticidi e sfruttamento del lavoro, dall’altro massacra le nostre aziende con la burocrazia, accanendosi spesso su chi è più debole. Non siamo contro gli accordi commerciali, ma servono reciprocità e regole uguali per tutti».

«Noi siamo europeisti per vocazione, non esiste un altro settore produttivo, in Italia, che abbia avuto più dell’agricoltura e dell’agroalimentare un rapporto così profondo e continuativo con il meccanismo europeo – ha ricordato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo –. Ma questa Europa ha bisogno di uscire dal coma in cui la stanno gettando i tecnocrati. Diciamo no al furto dei fondi degli agricoltori per pagare bombe e carri armati. Ci battiamo contro la deriva autocratica di una Commissione che ha completamente marginalizzato il Parlamento, eletto dai cittadini, e ostracizza corpi intermedi, rappresentanze e sindacati, reputati ancoraggi democratici che ne intralciano il percorso. Serve un’Europa diversa».

«Mentre Stati Uniti, Cina e grandi potenze mondiali investono sull’agricoltura come settore strategico, l’Europa sceglie di smantellare il proprio sistema produttivo – prosegue Salvan –. Così si favorisce l’ingresso di prodotti stranieri che non rispettano le nostre stesse regole su pesticidi, ambiente e diritti dei lavoratori, come nel caso del Mercosur, un accordo ancora denso di lacune. Questo non è libero scambio è concorrenza sleale».

Per l’occasione Coldiretti ha diffuso un manifesto programmatico che inizia con un netto no al Fondo Unico Agricolo: servono risorse certe e regole distinte per la Pac, per garantire sicurezza agli agricoltori e cibo di qualità ai cittadini consumatori. Serve anche l’abrogazione della regola dell’origine del codice doganale e l’etichettatura obbligatoria con indicazione del Paese di provenienza, per fermare l’inganno sul cibo ai danni dei consumatori.

Coldiretti denuncia anche la burocrazia Ue che schiaccia le aziende agricole. L’associazione richiede maggiori risorse per sostenere il reddito agricolo, garantendo cibo buono e distintivo contro l’aumento degli ultra-processati, causa di malattie croniche. Propone progetti territoriali con mercati contadini, scuole e mense per promuovere stili alimentari sani basati su prodotti naturali e locali. Considerato che gli agricoltori sono i custodi dell’ambiente, servono risorse dedicate alle aree interne e montane per conservare il territorio.

(Fonte: Coldiretti)

22 dicembre 2025