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SCOPPIA LO SCANDALO DELLA CONTRAFFAZIONE DEL MIELE AUSTRALIANO

L’allarme arriva dalla Germania ed ha già portato una catena distributiva alimentare come Aldi a togliere dagli scaffali i prodotti australiani: il più grande produttore australiano di miele, Capilano, e alcuni dei più grandi supermercati di quel Paese vendo miele falso, addizionato con sciroppi di edulcoranti. È quanto denuncia il Sidney Morning Herald che sottolinea come molti distributori australiani lo facciano inconsapevolmente.
Tutta la storia nasce dai dubbi di un agricoltore che ha commissionato al laboratorio tedesco “Quality Services International (QSI)” due tipi di test sul miele made in Australia in 28 campioni: ed in quasi la metà dei campioni raccolti è stata documentata la contraffazione. Non è il primo caso del genere: nel 2011 un’inchiesta aveva dimostrato che gli scaffali americani erano inondati di miele considerato pericoloso secondo la Food Safety News. Quel miele proveniva dall’Asia e dall’India ed era carico di piombo, altri metalli pesanti e antibiotici animali. Anche in quel caso parte del miele è stato prodotto da dolcificanti artificiali e quindi filtrato per rimuovere ogni traccia di contaminazione.

I produttori italiani chiedono all’Europa norme più severe e controlli più efficaci

Nemmeno l’Europa può dirsi al riparo dalla contraffazione del miele: i risultati dell’ultimo Piano di controllo coordinato dell’Unione europea ha scoperto miele di bassa qualità, “annacquato” e addizionato di zuccheri come sciroppo di mais, barbabietola e di riso. È questa la tecnica di frode più diffusa per un prodotto che, proprio in quanto molto caro e molto richiesto, fa gola ai truffatori che guadagnano in questo modo e per di più si riparano dietro pratiche difficili da scovare con i metodi di indagine attuali per le frodi alimentari.
Raffaele Terruzzi, presidente del gruppo miele dell’A.I.I.P.A. (Associazione italiana industrie prodotti alimentari), sollecita per questo la Commissione Europea a varare una legislazione antitruffa, in grado di tutelare il consumatore attraverso controlli più severi ed accurati.

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