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LOTTA AI RICAMBI D’AUTO FALSI: IL PRIMO PASSO SONO I BREVETTI

Anfia, l’associazione nazionale della filiera industriale automobilistica, ha stipulato un accordo di collaborazione con Convey, società torinese leader nella lotta alla contraffazione on-line, al fine di avviare un progetto-test pilota in Italia per contrastare il business e i rischi della vendita via internet agli inconsapevoli acquirenti di ricambi auto non originali.
Per i promotori dell’iniziativa, l’azione di contrasto alla contraffazione online è un obiettivo realistico e raggiungibile se concepito non come intervento spot, ma come azione sistematica di breve-medio termine. È condizione indispensabile, per altro, che le aziende abbiano protetto a monte le loro innovazioni tecnologiche, di forma, di segno distintivo e di contenuto tramite un’opportuna gamma di registrazioni di diritti di proprietà intellettuale correttamente estesi nei vari Paesi del mondo, così da poterli azionare contro il falso nell’ambito di specifiche strategie. La definizione di un’efficace strategia di contrasto, inoltre, deve essere in grado di individuare le vere fonti primarie delle produzioni del “fake” che, nel settore automotive, sono riconducibili alla Cina e al Far East.

È più facile colpire i servizi all’origine del commercio illecito dei produttori di ricambi falsi

L’iniziativa avviata da Anfia e Convey in tema di contrasto alla contraffazione online non ha precedenti in Italia e mira a diventare una best practice che faccia da modello anche per altre associazioni di categoria.
Secondo la metodologia di Convey, il successo del contrasto alle inserzioni “fake” in internet non può che basarsi sull’inversione del paradigma tradizionalmente adottato: l’attenzione essere puntata in prima battuta, non sui produttori dei falsi, ma piuttosto sui cosiddetti “proxi”, cioè quei soggetti che, tramite le proprie strutture telematiche e relativi servizi, rendono possibili le attività di commercio elettronico che veicolano il falso. Solo una corretta individuazione, misurazione e analisi del “fake online” consente di scegliere la migliore strategia di repressione delle situazioni illecite.

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