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L’ITALIA NON DENUNCIA ALLA UE NESSUN CASO DI ITALIAN SOUNDING

«La Commissione non ha ricevuto alcuna denuncia di casi di frode alimentare da parte delle autorità italiane». È davvero clamorosa la notizia che giunge dal Parlamento europeo: a fronte delle costanti denunce e dei ripetuti allarmi da tutto il mondo agroalimentare nazionale, nessun Governo o ministero si è preso la briga di segnalare la cosa alla Commissione europea, che pure potrebbe avere i suoi strumenti per agire.
Questa la gravissima rivelazione fatta a nome della Commissione europea da Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, in risposta ad una interrogazione che era stata presentata da Mara Bizzotto (EFN) nella quale si chiedeva alla Commissione quali azioni intendesse mettere in atto per salvaguardare le produzioni Made in Italy dai tentativi di falsificazione. «Coldiretti – si leggeva nell’interrogazione – ha reso noto che negli ultimi dieci anni il valore della contraffazione alimentare nel mondo ai danni dei prodotti italiani è aumentato da 60 a oltre 100 miliardi di euro (+70 %). Secondo il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, sono falsi più di due su tre dei prodotti alimentari venduti come italiani e che il volume delle esportazioni del vero Made in Italy potrebbe più che triplicare se si riuscisse a bloccare la contraffazione».

Il sistema europeo ha analizzato 178 casi di frode alimentare, ma nemmeno uno era ‘italiano’

La risposta di Vytenis Andriukaitis è stata sferzante: «Attualmente la Commissione coordina una serie di iniziative finalizzate alla lotta contro le frodi alimentari nell’UE. Tali iniziative sono: la rete UE sulle frodi alimentari, un apposito strumento informatico noto come sistema di assistenza e cooperazione amministrativa (ACA) e il nuovo centro di conoscenze dell’UE sulle frodi alimentari e la qualità degli alimenti».
«Negli ultimi anni ha continuato il Commissario Andriukaitis – la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e alcuni organismi internazionali come Europol, ha intensificato le proprie azioni tramite la creazione di una rete UE sulle frodi alimentari. Dal 2014 la Commissione pubblica relazioni annuali relative al sistema ACA e alla rete UE sulle frodi alimentari, comprendenti statistiche sugli scambi di informazioni tra gli Stati membri in materia di frodi alimentari. La relazione del 2017 riporta 178 casi di scambio di informazioni sulle frodi alimentari attraverso il sistema ACA dedicato. Tale dato non rispecchia necessariamente la totalità dei casi di non conformità verificatisi all’interno dell’UE, dal momento che il sistema funziona su base volontaria e consente di rilevare soltanto casi di non conformità a livello transfrontaliero». Ed è proprio a questo punto che il Commissario Andriukaitis ha rivelato che dall’Italia non è giunta alcuna segnalazione di contraffazione e comunque di frode relativamente a prodotti alimentari.

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