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AGROALIMENTARE: MERCATO INTERNO STAGNANTE E FRENATA DELL’EXPORT

In apertura dell’edizione 2019 di Cibus, la fiera internazionale dell’alimentazione a Parma, Coldiretti ha presentato la sua analisi dei dati Istat e delle stime Ismea sull’andamento del mercato agroalimentare Made in Italy nell’anno scorso. Da un lato i consumi delle famiglie italiane sono stati stagnanti con un +0,3%, dall’altro sono aumentate del +1,8% le esportazioni comunque in forte diminuzione rispetto al tasso di crescita del 2017, quando era al +7%.
Per le esportazioni, quasi i due terzi interessano i Paesi dell’Unione Europea, dove il principale partner è la Germania; fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento. Si dice che il prodotto che più di ogni altro tiene alto l’export nazionale è il vino: in realtà, su di un tasso d’aumento complessivo del +3%, tutta l’incidenza è legata al successo degli spumanti tricolore con un +13% che moltissimo è dovuto al successo internazionale del Prosecco. Bene anche i formaggi che crescono nell’export del +4% e la pasta, con un +3%.

USA e Brexit le minacce per le esportazioni: non può bastare solo il Prosecco a salvare l’Italia

Non mancano invece le preoccupazioni per quella che è la seconda voce delle esportazioni italiane, l’ortofrutta fresca: in valore nel 2018 ha fatto segnare un allarmante -7%. Coldiretti punta l’indice contro l’agropirateria e chiede un nuovo sistema di sostegno delle aziende che esportano all’estero, oltre ad un più efficiente e veloce sistema infrastrutturale interno.
Ma la paura maggiore viene dagli scenari internazionali: dall’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di applicare dazi per un valore di 11 miliardi di dollari sui prodotti europei che colpirebbero anche vini a partire dal Prosecco, formaggi come il pecorino e olio di oliva; alla Brexit, specie in caso di mancato accordo, per effetto dei dazi e dei ritardi doganali che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea. In ballo i 4,2 miliardi di euro in USA e i 3,4 miliardi della Gran Bretagna: complessivamente si parla di oltre un sesto del record di 41 miliardi di export agroalimentare Made in Italy.

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